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Il Cambiamento climatico è un possibile investimento?

7 Maggio 2026

Investire nel cambiamento climatico è stato storicamente una proposta molto volatile. Dal 2021 al 2024, il settore ha registrato forti ribassi. Nonostante le attuali politiche statunitensi pensate per ostacolare il comparto, il 2025 è stato un anno eccezionale grazie alla domanda percepita legata all’IA. A dare ulteriore impulso al settore è l’attuale conflitto in Iran, poiché molti governi stanno iniziando a rivalutare la propria dipendenza dal petrolio alla luce dei prezzi elevati e delle incertezze sulla stabilità delle forniture nel lungo periodo. Tenendo conto di questi fattori, analizziamo se il settore dell’energia pulita meriti di essere considerato in un portafoglio di investimento.

Le prove del cambiamento climatico sono piuttosto pervasive, nonostante quanto sostenuto da molti scettici. L’argomentazione principale contro il cambiamento climatico è che le recenti temperature elevate facciano semplicemente parte della naturale variabilità climatica oppure che le evidenze non siano conclusive. Viene inoltre sottolineato che esiste una normale variabilità climatica da un anno all’altro. Sebbene entrambe le affermazioni siano vere in senso stretto, non spiegano la mole di evidenze che indicano come la Terra si stia riscaldando e che l’essere umano sia almeno parzialmente responsabile (vedi sotto). I dati mostrano che le temperature superficiali stanno aumentando e accelerando. I livelli di CO2 sono stimati essere 250 volte superiori rispetto al periodo precedente allo sviluppo umano. Sono proprio questi cambiamenti ad aver portato allo sviluppo della classe di investimento dell’energia pulita.

È importante ricordare che l’energia pulita comprende un ampio insieme di tecnologie e aziende. Il settore include: solare, eolico, nucleare, geotermico, veicoli elettrici (EV) e sistemi di accumulo energetico. Alcuni comparti (come solare, eolico ed EV) sono stati fortemente dipendenti dagli incentivi governativi per risultare più attraenti agli utenti. Tuttavia, con il miglioramento delle tecnologie, questi settori sono diventati più competitivi in termini di costi e, in alcuni casi, superano i combustibili fossili in termini di ritorno sull’investimento (ROI). La domanda di elettricità trainata dall’IA ha portato molte di queste tecnologie al centro dell’attenzione, poiché gli operatori dei data center devono guardare oltre le politiche attuali e pianificare i propri fabbisogni energetici con un orizzonte di 10-20 anni.

SCENARIO RIALZISTA

Lo scenario rialzista per l’energia pulita si basa su diversi fattori indipendenti dalle politiche governative:

Geopolitica: il conflitto in Iran ha aumentato la necessità per molte economie di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili del Medio Oriente. Anche se il conflitto dovesse risolversi rapidamente, è evidente che l’Iran dispone ora di uno strumento con cui può influenzare l’economia globale ogni volta che si sente minacciato.

Domanda guidata dall’IA: l’Agenzia Internazionale dell’Energia prevede che i data center rappresenteranno il 3% del consumo globale di elettricità entro il 2030, circa il doppio dei livelli attuali, creando una domanda insaziabile per qualsiasi fonte energetica affidabile — pulita o meno. Questo è il principale catalizzatore della domanda.

Centralità del nucleare: negli Stati Uniti i crediti fiscali per il nucleare sono stati mantenuti nonostante i tagli ad altre tecnologie di energia pulita. Particolare interesse da parte degli investitori è rivolto allo sviluppo dei piccoli reattori modulari (SMR), che potrebbero potenzialmente alimentare singoli data center, riducendo così la pressione sulla rete elettrica. Va sottolineato che si tratta ancora di una tecnologia emergente non ancora dimostrata su larga scala commerciale.

Infrastruttura della rete elettrica: anche senza la pressione aggiuntiva dei data center, la rete elettrica statunitense necessita seriamente di aggiornamenti. Questo apre la porta a tecnologie emergenti.

Competitività del solare: il solare su larga scala ha ormai raggiunto un livello in cui, in molti mercati, non sono più necessari incentivi per essere competitivo in termini di costo. I miglioramenti nello stoccaggio tramite batterie e regolamentazioni più snelle in molte regioni (esclusi gli USA) hanno portato a stime di crescita della capacità installata superiore al 50% per il 2026.

SCENARIO RIBASSISTA

Lo scenario ribassista per l’energia pulita è principalmente legato a questioni politiche:

Dipendenza dalla Cina: la Cina controlla circa il 95% della produzione globale di polisilicio. Le guerre commerciali pongono gli Stati Uniti in una posizione di svantaggio nello sviluppo del solare.

Revoca e incertezza normativa: l’amministrazione Trump ha revocato all’inizio del 2026 la decisione EPA del 2009 che classificava i gas serra come pericolosi, aggiungendo un nuovo livello di incertezza regolamentare sia per le industrie ad alta intensità di carbonio sia per quelle dell’energia pulita. Parallelamente, il Dipartimento del Lavoro sta eliminando le regole ESG introdotte durante l’era Biden.

Scadenza dei crediti fiscali per il solare: gli incentivi per il solare residenziale sono scaduti nel dicembre 2025. Quelli per il solare commerciale scadranno alla fine del 2026, creando un possibile “precipizio della domanda” per installatori e produttori.

Scadenza normativa per l’eolico: una deadline “safe-harbor” prevista dal disegno di legge OBBBA del 4 luglio 2026 minaccia qualsiasi progetto eolico che non abbia avviato i lavori, riducendo drasticamente gli IRR dei progetti avanzati e costringendo gli sviluppatori a vendere quote di equity.

TEMI CHIAVE DA CONSIDERARE

Sviluppo delle infrastrutture per l’IA: le infrastrutture sono state tra i principali beneficiari del boom dell’IA. Il bisogno di energia sta guidando enormi investimenti. La disponibilità di elettricità è considerata il principale collo di bottiglia nella costruzione dei data center.
GE Vernova (GEV) è stata uno dei principali veicoli di investimento in questo ambito, poiché offre agli investitori linee di business diversificate (eolico, turbine a gas, apparecchiature di rete), rendendola una sorta di “fornitore di pale e picconi” del superciclo elettrico dell’IA. L’esposizione a nucleare, gas e rinnovabili la protegge dal rischio legato a singole politiche.
Gli investitori in cerca di maggiore esposizione a opportunità ad alto rischio ma con potenziale di rendimento elevato potrebbero valutare piccole posizioni in società focalizzate sugli SMR, come OKLO (OKLO) e NuScale (SMR). Gli investitori devono però essere consapevoli che il percorso verso la commercializzazione degli SMR non è ancora chiaro e che potrebbero essere necessari anni o addirittura decenni per una diffusione su larga scala.
Un’altra area recentemente emersa è quella della co-locazione dei sistemi di accumulo a batteria con impianti alimentati da combustibili fossili. Bloomberg NEF ha monitorato annunci relativi a 4,9 gigawatt di sistemi di accumulo energetico installati insieme a generatori fossili presso data center. Si tratta di circa il 32% della capacità globale annunciata di batterie onsite per data center. Le batterie possono essere utilizzate per stabilizzare l’erogazione dell’energia e aumentarne l’affidabilità. Questo è particolarmente utile per data center che non operano 24/7 o che sono soggetti a carichi di lavoro variabili.

Solare: Nonostante le attuali politiche statunitensi, il solare continua a essere la fonte di energia rinnovabile preferita. Il rapido progresso tecnologico e il calo dei costi hanno reso il solare la principale fonte di energia rinnovabile. Gli investimenti nel settore solare hanno superato i 450 miliardi di dollari solo nel 2025.

La Cina ha cercato di aggirare lo sviluppo delle industrie basate sui combustibili fossili per diventare il leader mondiale nella produzione di elettricità. Infatti, si stima che le economie emergenti rappresentino circa il 78% delle nuove installazioni nette globali nel settore solare.

IDEE DI INVESTIMENTO

Esistono molti modi per investire nel settore dell’energia pulita/cambiamento climatico. Per gli investitori passivi, esistono numerosi ETF che offrono diversi livelli di esposizione.

In linea generale, gli ETF possono essere suddivisi in due categorie: quelli a esposizione ampia e quelli focalizzati su settori specifici.

Tra gli ETF più liquidi a esposizione ampia troviamo (ticker e masse gestite tra parentesi):

  • iShares Global Clean Energy Transition UCITS (IMSIF, 3,5 miliardi USD AUM)
  • iShares Global Clean Energy ETF (ICLN, 2,5 miliardi USD)

IMSIF adotta un approccio più globale, mentre ICLN si concentra su titoli quotati negli Stati Uniti. Nel lungo periodo, entrambi hanno avuto performance simili.

Per chi cerca esposizioni più specifiche, alcune opzioni possibili sono:

  • Global X Uranium (URA, 7,68 miliardi USD)
  • VanEck Uranium & Nuclear (NLR, 5,2 miliardi USD)
  • iShares Global Water (IWATF, 2,2 miliardi USD)
  • Invesco Solar (TAN, 1,6 miliardi USD)
  • iShares Electric Vehicles and Driving Tech UCITS (ISELF, 565 milioni USD)
  • First Trust Global Wind (FAN, 280 milioni USD)

Le performance di questi ETF più specializzati sono state miste, riflettendo il sentiment del mercato verso ciascun comparto: molto positivo per il nucleare e decisamente più debole per l’eolico.

La tabella seguente evidenzia alcuni dei fattori che gli investitori dovrebbero considerare quando valutano investimenti nel settore. Gli effetti positivi sono probabili se la domanda legata all’IA accelera, se i dazi USA vengono risolti favorevolmente e/o se la politica sul nucleare si espande riducendo i tempi regolamentari. Gli effetti negativi sono probabili in caso di eliminazione completa dei crediti fiscali (IRA) oppure di recessione/aumento dei tassi, che penalizzerebbero titoli ad alta valutazione come GEV.

COCNCLUSIONI PER GLI INVESTITORI:

Nonostante le recenti politiche governative sfavorevoli negli Stati Uniti, il mondo sembra dirigersi verso un futuro più verde. Gli investitori, in particolare quelli con orizzonti temporali più lunghi, farebbero bene a considerare questo tema di investimento.

I recenti eventi geopolitici probabilmente accelereranno la spinta globale lontano dai combustibili fossili. Anche gli investitori di breve periodo possono trovare opportunità nei titoli legati all’IA, ma devono aspettarsi un’elevata volatilità, dato che esiste ancora molta incertezza sul livello di sviluppo dell’IA nei prossimi 2-5 anni.

Alcuni dei maggiori investitori nel settore sono ancora società private, e avranno bisogno di IPO di successo per raccogliere i capitali necessari a finanziare i loro piani più ambiziosi.

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