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Il mercato è pronto per un nuovo rialzo?

22 Giugno 2026

Una recente analisi di Scott Rubner di Citadel Securities suggerisce che il mercato abbia buone probabilità di continuare a salire nel breve termine. Citadel occupa una posizione privilegiata per osservare e commentare l’attività dei mercati grazie al suo ruolo di primo piano come market maker sia nel mercato azionario sia in quello delle opzioni. Si stima che gestisca circa il 35% di tutti i flussi di negoziazione retail. Per una serie di motivi (illustrati di seguito), il mercato sembrerebbe essere impostato per proseguire al rialzo piuttosto che al ribasso, pur con la consapevolezza che, come sempre, lo scenario potrebbe cambiare. La tesi di Rubner si fonda su tre elementi principali: partecipazione record degli investitori retail, un reset tecnico in vista della fine del trimestre e una favorevole stagionalità.

Secondo Rubner: “Nelle prossime due settimane, l’andamento dei prezzi sarà probabilmente determinato più dai flussi di capitale che dai fondamentali, mentre gli investitori affrontano le operazioni di riequilibrio di fine mese, fine trimestre e fine primo semestre. Il mercato dovrà assorbire la più grande scadenza di opzioni della storia, significativi flussi di ribilanciamento dei fondi pensione a fine trimestre e un ampio riposizionamento delle principali categorie di investitori.”

Di seguito analizziamo queste argomentazioni e segnaliamo alcuni fattori di rischio che potrebbero mettere in discussione questa visione.

Gli investitori retail stanno trainando la domanda

Gli investitori retail stanno partecipando ai mercati a livelli record (grafico sotto). Secondo Citadel, il loro comportamento è cambiato rispetto al passato: non solo investono con maggiore continuità, ma sono anche meno sensibili alle oscillazioni dei prezzi, preferendo acquistare durante i ribassi (“buy the dip”) piuttosto che vendere. I volumi di negoziazione retail sulle azioni cash risultano superiori del 60% rispetto alla media del 2025 e oltre il doppio rispetto al 2024. Inoltre, venerdì 12 giugno è stata registrata la più elevata giornata di acquisti netti retail dell’intera serie storica di Citadel, con un volume superiore di oltre il 50% al precedente record, presumibilmente grazie all’IPO di SpaceX.

Anche gli investimenti retail nel mercato delle opzioni continuano a crescere.

“Il volume medio giornaliero delle opzioni sulla piattaforma retail di Citadel Securities ha raggiunto un nuovo record a maggio, risultando del 20% superiore alla media degli ultimi dodici mesi. La partecipazione ha continuato ad aumentare anche a giugno, con volumi superiori di un ulteriore 20% rispetto ai massimi registrati il mese precedente.” (Fonte: Citadel Securities)

Nel mese di giugno, il trading retail di opzioni ha raggiunto 7 miliardi di dollari di premi negoziati al giorno. Diversamente dai precedenti periodi di intensa attività sulle opzioni, oggi gli investitori retail non si limitano a puntare su società altamente speculative, ma stanno aumentando l’operatività anche sulle mega-cap, che rappresentano il principale motore dei rendimenti degli indici e dei portafogli istituzionali.

Sebbene acquistare sui ribassi sia da tempo una strategia tipica degli investitori retail, nel 2026 questo fenomeno ha raggiunto livelli senza precedenti. Gli acquisti sull’SPX (ETF che replica l’indice S&P 500) risultano infatti quasi tre volte superiori alla media di lungo periodo (grafico sotto).

Nel complesso, questi dati indicano che gli investitori retail continuano a mantenere una visione decisamente ottimista sulle prospettive del mercato.

Reset tecnico

Lo scorso venerdì 18 giugno si è verificata la più grande scadenza di opzioni mai registrata. Ben il 28% di tutte le opzioni quotate è giunto a scadenza in quella data (grafico sotto). Ciò ha comportato l’eliminazione di esposizioni per circa 8.300 miliardi di dollari, superando nettamente il precedente record di 7.100 miliardi, registrato a dicembre. La scadenza ha consentito di chiudere numerose coperture (hedge) effettuate dalle controparti, generalmente banche d’investimento, per neutralizzare le proprie esposizioni nel mercato delle opzioni.

Parallelamente, i fondi pensione statunitensi stanno entrando nella fase di riequilibrio trimestrale dei portafogli. Attualmente i 100 maggiori fondi pensione degli Stati Uniti risultano finanziati al 110% (grafico sotto). Con la chiusura del secondo trimestre, è probabile che tali fondi procedano a una riallocazione degli investimenti, modificando le esposizioni e riducendo la leva finanziaria, soprattutto laddove abbiano sovraperformato i rispettivi benchmark.

Un altro elemento sempre più rilevante è il ruolo degli ETF, che stanno contribuendo in misura crescente alla spinta rialzista del mercato. Gli ETF rappresentano ormai il 31% del volume medio giornaliero degli scambi, rispetto a una media del 27% negli ultimi dieci anni. Dall’inizio dell’anno, gli afflussi verso gli ETF hanno superato 1.000 miliardi di dollari, con un ritmo del 45% superiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (grafico sotto).

Questo tipo di acquisti contiene poca informazione fondamentale, poiché gli ETF seguono criteri automatici basati generalmente sulla capitalizzazione di mercato o sull’appartenenza settoriale. È però importante osservare che consistenti afflussi verso gli ETF tendono a favorire le società di maggiore capitalizzazione, dal momento che la maggior parte degli ETF è ponderata proprio sulla capitalizzazione di mercato.

Stagionalità

Storicamente, la prima metà di luglio rappresenta uno dei periodi più favorevoli dell’anno per i mercati azionari.

Tra le statistiche riportate da Citadel:

  • Dal 1928, l’S&P 500 ha registrato un rialzo nel 69% dei casi durante la prima metà di luglio, con un rendimento medio dell’1,5% e un rialzo medio del 3,2% nei periodi positivi.
  • Dal 1985, il Nasdaq 100 è salito nel 76% dei casi, con un rendimento medio del 2,2% e un rialzo medio del 4,4% nelle fasi positive.

Inoltre, l’S&P 500 ha chiuso in rialzo negli ultimi 11 mesi di luglio consecutivi, mentre il Nasdaq ha terminato il mese in territorio positivo in 17 degli ultimi 18 anni (grafico sotto).

I rischi

Sebbene l’analisi di Citadel presenti argomentazioni convincenti, gli investitori dovrebbero considerare alcuni fattori di rischio che potrebbero compromettere questo scenario.

Il primo riguarda la Federal Reserve. L’analisi è stata infatti redatta prima della prima riunione di Kevin Warsh come Presidente della Fed. Il FOMC ha lasciato invariati i tassi al 3,75%, ma ha eliminato qualsiasi orientamento esplicitamente favorevole a futuri tagli dei tassi. Inoltre, metà dei membri del Comitato ritiene opportuno almeno un rialzo dei tassi entro la fine dell’anno. È evidente che la Fed appare molto più preoccupata della persistenza dell’inflazione rispetto a quanto lo sia il mercato. In risposta, il rendimento del Treasury decennale è risalito verso il 4,5%.

Il secondo rischio riguarda la crescente concentrazione del mercato. Se il tema dell’intelligenza artificiale dovesse perdere slancio, aumenterebbe il rischio di una correzione improvvisa. Il mercato statunitense dipende sempre più da un unico tema d’investimento, con limitate fonti alternative di sostegno. Inoltre, la forte dipendenza dagli afflussi verso gli ETF, piuttosto che da risultati operativi eccezionali delle società, contribuisce ad accrescere il livello di rischio.

Il terzo fattore riguarda la geopolitica. Il recente cessate il fuoco e l’accordo di pace con l’Iran rimangono fragili e potrebbero attraversare fasi alterne. Al momento, gli Stati Uniti sembrano aver deciso di allontanarsi dagli obiettivi inizialmente dichiarati, ma resta da vedere se questa posizione verrà modificata qualora l’opinione pubblica americana iniziasse a manifestare un crescente malcontento nei confronti dell’accordo.

Considerazioni finali per gli investitori

Negli ultimi mesi il mercato ha dimostrato una notevole capacità di ignorare i fattori negativi. Come evidenzia Citadel, numerosi elementi di natura tecnica e storica suggeriscono che il mercato possa continuare a salire nel breve periodo. In questa fase risulta difficile assumere una posizione contraria. Riteniamo tuttavia opportuno che gli investitori monitorino attentamente alcuni segnali che potrebbero modificare rapidamente il sentiment di mercato.

Il primo è un eventuale aumento della volatilità. Secondo la stessa ricerca di Citadel, quando il VIX supera quota 30, gli investitori retail tendono a ridurre significativamente gli acquisti sui ribassi. Il secondo riguarda l’ampiezza del mercato (market breadth). Se il rialzo dovesse continuare a concentrarsi su un numero sempre più ristretto di titoli, molti investitori istituzionali potrebbero ridurre l’esposizione azionaria per motivi di gestione del rischio. Infine, qualora la parte lunga della curva dei rendimenti dovesse continuare a salire, il mercato obbligazionario potrebbe iniziare ad assorbire una quota crescente della liquidità disponibile, sottraendola al mercato azionario.

Come sempre, raccomandiamo agli investitori di mantenere un approccio prudente e di monitorare con attenzione l’evoluzione dei mercati.

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