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Home > Focus settimanale > L’IPO di SpaceX è un buon investimento?

L’IPO di SpaceX è un buon investimento?

28 Maggio 2026

SpaceX ha depositato la tanto attesa documentazione per la quotazione in borsa la scorsa settimana, offrendo agli investitori la possibilità di comprendere meglio il proprio business. Le indiscrezioni suggeriscono che la società punti a una valutazione compresa tra 1,75 e 2 trilioni di dollari in occasione dell’IPO, raccogliendo oltre 80 miliardi di dollari, il che la renderebbe la più grande IPO della storia. Sarebbe inoltre la prima delle tre aziende attese in borsa con una valutazione superiore a 1 trilione di dollari (le altre sono OpenAI e Anthropic).

Anche al limite inferiore della fascia di valutazione proposta, SpaceX diventerebbe la nona società statunitense per capitalizzazione di mercato, superando Berkshire Hathaway. Inoltre, per la prima volta, la società verrebbe inclusa nel NASDAQ 100 poco dopo il debutto, invece di attendere i tradizionali 3-12 mesi richiesti a seconda dell’indice.

Considerato l’entusiasmo che circonda l’IPO e il suo posizionamento in mercati “caldi” come l’intelligenza artificiale e lo spazio, molti investitori potrebbero voler aggiungere la società ai propri portafogli. Di seguito analizziamo i principali pro e contro di un investimento in SpaceX sulla base del prospetto informativo.

Innanzitutto, investire in SpaceX richiede una forte fiducia nel suo CEO, Elon Musk. A differenza di Tesla, Musk controllerà i diritti di voto di SpaceX (85%) grazie al possesso del 94% delle azioni di Classe B con diritto di voto multiplo. Questo risolve alcune sue frustrazioni personali legate a Tesla, dove non controlla il voto a causa dell’esistenza di una sola classe azionaria.

Qualsiasi nuovo investitore deve quindi essere a proprio agio con l’idea che Musk prenderà tutte le decisioni, mentre gli altri azionisti seguiranno. I primi investitori di Tesla hanno ottenuto enormi profitti dopo l’IPO, quindi questo potrebbe non essere necessariamente un aspetto negativo, ma bisogna ricordare che Tesla si quotò con una valutazione molto più modesta: il 29 giugno 2010 valeva circa 1,7 miliardi di dollari (quasi un rendimento di 1.000 volte). Un ritorno simile appare chiaramente impossibile per SpaceX nel breve termine, considerando che l’intero indice S&P 500 vale circa 67 trilioni di dollari.

PANORAMICA DELL’AZIENDA

Attualmente SpaceX è suddivisa in tre segmenti di business: Spazio, Connettività e Intelligenza Artificiale. L’attività originaria, il lancio di razzi nello spazio, è più vecchia di quanto molti credano. Fu avviata nel 2002, finanziata con parte dei profitti ottenuti da Musk dalla vendita di PayPal, di cui era cofondatore. SpaceX ha rivoluzionato il settore sviluppando razzi riutilizzabili, ottenendo enormi vantaggi in termini di costi. Di conseguenza, nel 2025 detiene circa l’80% della quota di mercato della massa totale lanciata nello spazio.

La sua posizione quasi monopolistica nel settore dei lanci spaziali dimostra la qualità della tecnologia dell’azienda, ma rappresenta anche un limite: l’unico percorso di crescita è l’espansione organica del mercato, cioè la necessità di lanciare sempre più razzi. Il segmento Connettività è cresciuto fino a diventare il principale motore di ricavi e redditività. Si tratta del servizio internet satellitare Starlink, disponibile in oltre 160 Paesi e basato su circa 10.000 satelliti in orbita terrestre bassa (LEO). Attualmente conta circa 10 milioni di abbonati, soprattutto nei Paesi emergenti e nelle aree rurali dei mercati sviluppati. Il servizio offre connessioni relativamente veloci, ma nulla di paragonabile alle velocità della fibra ottica.

L’ultimo segmento, l’Intelligenza Artificiale, è stato creato nel 2023 attraverso la fusione tra X (ex Twitter, acquistata personalmente da Musk) e xAI. L’entità risultante è stata poi integrata in SpaceX all’inizio di quest’anno. Al suo interno si trova Grok, il modello linguistico AI (LLM) che compete direttamente con ChatGPT di OpenAI e Claude di Anthropic, pur essendo molto più piccolo al momento.La piattaforma Grok conta circa 117 milioni di utenti mensili, contro oltre 1 miliardo di utenti di ChatGPT. La piattaforma X conta invece circa 550 milioni di utenti.

DATI FINANZIARI

Analizzando i dati finanziari di SpaceX, è difficile giustificare una valutazione da 2 trilioni di dollari. Ci sono numerosi segnali d’allarme che gli investitori dovrebbero considerare. L’azienda non sta crescendo i ricavi con la velocità che ci si aspetterebbe. Nel primo trimestre del 2026 i ricavi sono aumentati di circa il 16% su base annua, mentre i costi sono cresciuti del 64%. L’unico segmento redditizio è quello della Connettività (Starlink). Nel 2025 la società ha registrato una perdita di circa 5 miliardi di dollari, che nel primo trimestre del 2026 era già quasi stata raggiunta nuovamente (4,3 miliardi di perdita contro 0,5 miliardi dell’anno precedente). I ricavi totali del 2025 sono stati pari a circa 19 miliardi di dollari, il che significa che la società punta a quotarsi a circa 100 volte i ricavi annuali, con una crescita del 16%. Anche se la società fosse in grado di restituire agli azionisti ogni singolo dollaro di fatturato — senza spendere nulla in personale, investimenti, costi operativi o marketing — servirebbero quasi 20 anni per recuperare l’investimento iniziale assumendo una crescita annua del 16%. Naturalmente, nessuna azienda può distribuire tutti i ricavi: i ritorni per gli azionisti devono arrivare dagli utili, che per SpaceX sono ancora lontani.

Inoltre, esistono altri aspetti problematici. L’azienda intende utilizzare quasi l’80% dei proventi dell’IPO (80 miliardi di dollari) per ripagare il debito (63 miliardi). Starlink, il segmento più redditizio, sta registrando un forte calo dell’ARPU (Average Revenue Per User, ricavo medio per utente) nel tentativo di sostenere la crescita. Nel 2023 l’ARPU era pari a 99 dollari al mese; nel 2025 era sceso a 81 dollari; nel primo trimestre del 2026 è ulteriormente calato a 66 dollari. Questo è dovuto all’espansione della base utenti al di fuori del Nord America, dove la sensibilità ai prezzi è molto più elevata.

Attualmente, in termini di redditività, SpaceX si colloca tra le peggiori del settore. Solo Rocket Labs presenta metriche di redditività inferiori.

Nel prospetto IPO la società ha inoltre dichiarato che i propri “controlli interni sulla rendicontazione finanziaria non soddisfano ancora tutti gli standard previsti dalla Sezione 404”. Ha anche affermato di “non poter concludere, ai sensi della Sezione 404, di non avere debolezze materiali nei controlli interni”. Debolezze nei controlli interni aumentano il rischio di future rettifiche di bilancio o altri problemi contabili. Essendo una società privata, SpaceX non era tenuta a mantenere sistemi contabili rigorosi.

Nel gennaio 2026, SpaceX ha assegnato a Elon Musk 1 miliardo di azioni vincolate di Classe B basate su obiettivi di performance. Tali azioni matureranno solo al raggiungimento di specifici obiettivi di capitalizzazione di mercato, suddivisi in 15 tranche comprese tra 500 miliardi e 7,5 trilioni di dollari, oltre alla creazione di una colonia umana permanente su Marte. Nel marzo 2026, SpaceX ha cancellato il precedente premio azionario legato a xAI e lo ha sostituito con 302 milioni di azioni vincolate aggiuntive, legate al raggiungimento di obiettivi di capitalizzazione e alla realizzazione di data center non terrestri. Gli investitori devono essere consapevoli che, se l’azienda dovesse raggiungere parte delle sue ambiziose mete, è probabile una diluizione senza precedenti, dato che Musk potrebbe ottenere fino a 1 trilione di dollari grazie a questi accordi.

LA VISIONE

A questo punto, gli investitori potrebbero chiedersi come l’azienda possa giustificare una valutazione simile. Gran parte del valore di SpaceX dipende probabilmente dalla fiducia nella visione di Elon Musk per il futuro dell’azienda. È una visione estremamente ambiziosa, probabilmente uno dei prospetti IPO più ambiziosi mai scritti. Nel prospetto pubblico, SpaceX definisce la propria missione come il tentativo di “estendere la luce della coscienza fino alle stelle”.

Tra le principali dichiarazioni strategiche troviamo:

  • La tesi esistenziale: confinare la civiltà umana sulla Terra la espone a minacce esistenziali imprevedibili. La colonizzazione multi-planetaria garantirebbe una “ridondanza a livello di specie”, evitando che la coscienza umana scompaia in caso di catastrofi planetarie.
  • L’economia cosmica: SpaceX descrive un mercato potenziale totale da 28,5 trilioni di dollari, che comprenderebbe intelligenza artificiale e data center spaziali, giustificando così l’obiettivo di valutazione da 1,75 trilioni.
  • Lo status Kardashev di Tipo II: il prospetto sostiene che il prossimo grande salto evolutivo dell’umanità sarà raggiungere lo status di civiltà di Tipo II secondo la scala di Kardashev, cioè la capacità di sfruttare tutta l’energia del Sole per alimentare tecnologie future ed espansione spaziale.

Tra gli obiettivi di business troviamo:

  • Calcolo AI orbitale: in pratica, data center nello spazio. Tuttavia esistono enormi problemi logistici. La tecnologia necessaria per costruire, lanciare e gestire flotte di data center spaziali non esiste ancora. Inoltre, Musk ha stimato che sarebbero necessari milioni di satelliti. Poiché i satelliti LEO hanno una vita utile di circa 5 anni, sarebbe necessario lanciare razzi ogni ora, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, per mantenere operativa la flotta.
  • Colonie spaziali: SpaceX dichiara che il suo obiettivo finale è creare colonie sulla Luna e su Marte. “Andando oltre l’unica casa che abbiamo mai conosciuto, garantiamo una ridondanza a livello di specie e facciamo sì che la luce della coscienza non resti legata a un solo pianeta soggetto agli inevitabili pericoli di un universo duro e immenso. Non vogliamo che gli esseri umani facciano la stessa fine dei dinosauri.”

Nel complesso, SpaceX descrive una visione in cui il mercato totale indirizzabile vale 28,5 trilioni di dollari, una cifra superiore al PIL degli Stati Uniti. Tuttavia emergono diverse criticità. La principale riguarda il mercato delle applicazioni enterprise stimato in 22,7 trilioni di dollari. Gartner stima che il mercato globale delle applicazioni enterprise valga circa 450 miliardi di dollari. Non è chiaro da dove dovrebbero provenire i clienti e i capitali necessari a sostenere questa visione, anche ipotizzando prodotti altamente competitivi. Allo stesso modo, ipotizzare che Starlink possa conquistare il mercato broadband da 870 miliardi di dollari significherebbe assumere che riesca a sostituire tutte le altre forme di connessione internet.

CONCLUSIONI PER GLI INVESTITORI

Uno dei maggiori punti di forza di Elon Musk è sempre stato la capacità di convincere il mercato delle proprie visioni. Prometteva auto completamente autonome già entro il 2015. Tesla ha persino fatto pagare il servizio. Ad oggi, però, nessuna Tesla disponibile ai consumatori è realmente completamente autonoma. Allo stesso modo, nel 2011 dichiarò che gli esseri umani avrebbero raggiunto Marte entro 10-15 anni. Musk non ha mai avuto timore di proporre visioni grandiose. E, nella maggior parte dei casi, gli investitori hanno continuato a concedergli il beneficio del dubbio, ottenendo profitti enormi. La domanda interessante oggi è se la legge dei grandi numeri finirà per limitarlo.

La valutazione da 2 trilioni di dollari implica che gran parte del “denaro facile” sia già stato guadagnato nei mercati privati. Ora Musk si affida alla pazienza degli investitori, chiedendo loro di sostenere business a bassa crescita mentre prepara un futuro estremamente ambizioso. I potenziali investitori devono quindi valutare attentamente il rapporto rischio/rendimento di un investimento nella società.

Nel breve termine, è facile immaginare numerose opportunità speculative sul titolo, sia al rialzo sia al ribasso. Nel lungo periodo, però, gli investitori dovranno chiedersi se esistano davvero fondamentali sufficienti a sostenere valutazioni così elevate rispetto alla concorrenza. Al momento dell’IPO, SpaceX sarebbe l’unica società del club “oltre 1 trilione di dollari” a non generare utili reali. Avrebbe inoltre uno dei tassi di crescita più bassi del gruppo. Elon Musk dichiarò in passato che SpaceX sarebbe diventata pubblica solo dopo aver raggiunto Marte. Sembra invece che il bisogno di capitale abbia accelerato drasticamente i tempi. Questa necessità insaziabile di capitali probabilmente porterà anche OpenAI e Anthropic sui mercati pubblici nel corso dell’anno.

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